Assaggi: un progetto di psicoterapia a prezzi calmierati - Una visione di campo
Il progetto Assaggi di Gestalt nasce nel contesto della scuola di specializzazione in psicoterapia ed è inserito nella cornice teorica della terapia della Gestalt.È rivolto agli specializzandi in psicoterapia dal secondo al quarto anno e offre alla cittadinanza un percorso di quattro incontri a prezzi popolari (80€ per quattro sedute).Inizialmente orientato alla fascia degli studenti universitari, che possono incontrare difficoltà esistenziali durante il periodo di studi e che non possono permettersi un investimento per percorsi di crescita personale, da quest’anno è stato esteso a tutta la cittadinanza.
Questo articolo nasce dalla necessità di dare sfondo al progetto e di approfondire alcune delle scelte che sono alla base del lancio di “Assaggi”.

QUALI INTENTI
Il progetto Assaggi di Gestalt nasce nel tentativo di mettere insieme più bisogni emergenti in una soluzione finale che possa comprenderli tutti:
- In primo luogo la Scuola desidera sostenere l’avviamento al lavoro di giovani professionisti .
I conduttori degli incontri infatti sono allievi della formazione in psicoterapia e possono accedere al progetto dal secondo anno, affinché abbiano acquisto un po’ di dimestichezza con l’approccio della Gestalt, che è l’orientamento con cui si svolgono i colloqui.
La scelta di sviluppare un progetto di questo tipo all’interno della Scuola serve proprio a dare sostegno ai professionisti e l’Istituto fa da garante per le persone che vi approdano.
Gli allievi inoltre sono tenuti ad una supervisione costante, all’interno dei seminari didattici e il progetto è monitorato da referenti della Scuola.
- Il secondo obiettivo: divulgazione della Gestalt .
Uno dei nostri obiettivi in quanto associazione è quello di divulgare la Gestalt che non è solo un modello teorico per la professione ma anche un modo di guardare “alle cose della vita”. La Gestalt pone a l centro del suo interesse la relazione organismo-ambiente , ovvero l’esperienza al confine di contatto organismo-ambiente. Quindi anzitutto non può esistere organismo senza un ambiente e viceversa e questo è uno dei principi fondanti. Crediamo nel valore di questo assunto, soprattutto in un tempo storico così permeato da individualismo, isolamento, senso di impotenza e trascuratezza verso l’ambiente circostante.
La possibilità di sviluppare - all’interno di un percorso di crescita personale - componenti di carattere politico ed educativo contenute nella Gestalt è il nostro modo di “rivoluzionare” il mondo.
"Ogni terapia o qualsiasi cosa uno faccia in un modo concentrato con le persone è un atto politico”
Laura Perls, Living at the Boundary (p.19) - The Gestalt Journal Press.
- In ultimo desideriamo poter avvicinare quante più persone possibili alla psicoterapia .
Pensiamo che ad oggi vi siano ancora molti pregiudizi nei confronti della professione di psciologo-psicoterapeuta.
Pensiamo che sia necessario
riformulare il modo di incontrare le persone e di offrire un servizio .
La psicoterapia si rivolge a tutti coloro che vogliano vedere a fondo la propria sofferenza, che vogliano intraprendere un percorso di crescita personale e che desiderino comprendere il senso del loro malessere e come questo si genera, correndo il rischio di mettere in crisi il proprio sistema di comportamenti e attitudini verso le questioni della vita.
Riteniamo dunque che uno dei modi per incontrare le persone è quello di rompere uno dei tabù e cioè che la psicoterapia sia costosa.
IL NOSTRO SFONDO
Ogni progetto si sviluppa e prende forma a partire da visioni di mondo e - nei paragrafi successivi - proveremo a descrivervi la nostra idea di mondo.
Perchè un progetto di nome “Assaggi”
Il termine parla da sè, è la proposta di un’esperienza breve, confinata in termini di obiettivi , diversamente da ciò che comporta invece un percorso “canonico” che in genere si sviluppa per un tempo più lungo e che può affrontare tematiche diverse.
Ci sono molte persone spaventate dall’idea di iniziare un percorso di terapia, in parte per i molti pregiudizi culturali che gravitano intorno alla professione: “è costoso, è un percorso che dura anni, bisogna andarci se stai davvero molto male”
Dietro queste affermazioni spesso c’è la paura di incontrare lo sconosciuto, di avviare un percorso in cui si teme di dover affrontare tutti i temi esistenziali e rivoluzionare tutto il proprio modo di essere.
La proposta di Assaggi è il tentativo di incontrare queste persone, rendendo l’ansia sufficientemente sostenibile: offrire questi confini facilita le persone ad ingaggiarsi. La prospettiva è che la persona, avendo fatto una breve esperienza e comprendendo il funzionamento di un percorso di crescita, possa “volerne di più”, quindi decida di proseguire con la terapia, a questo punto rifocalizzando gli obiettivi ed i tempi, appoggiandosi ad uno sfondo più sicuro: al termine dei quattro incontri, infatti, il paziente può decidere di concludere la sua esperienza oppure di ingaggiarsi in un percorso più ampio che andrà concordato e riformulato con il professionista.
Come gestaltisti tendiamo a mettere in crisi la figura dell’esperto , come colui che detiene il potere della conoscenza, e tentiamo di uscire dai processi di dominanza: la terapia è un percorso impegnativo, di messa in discussione di alcuni aspetti del proprio modo di muoversi nel mondo ed è importante avere al proprio fianco qualcuno che sia disponibile a rischiare allo stesso modo.
“La terapia è lo spazio in cui almeno uno dei due rischia di essere se stesso e quello è il terapeuta”
diceva Perls.
Quindi la nostra “missione” è anche quella di rompere alcuni stereotipi circolanti tra i professionisti della stessa categoria, come ad esempio il fatto che sono i pazienti a dover andare verso il terapeuta, piuttosto che il contrario, perchè solo nel primo modo questi sono disposti ad impegnarsi. In parte è così, tuttavia riteniamo che sia necessario trovare molteplici strade per raggiungere più persone possibili.
D’altronde il benessere dell’individuo favorisce il benessere della collettività.
Perchè quattro incontri ad un prezzo popolare
Quattro sedute a 80€, ogni seduta ha un valore di 20€, il prezzo del ticket in un servizio pubblico.
Un professionista privato non può certo sostenere la propria attività su prezzi così bassi; pensiamo tuttavia che un professionista agli inizi abbia necessità di fare più esperienza possibile.
L’avvio di una libera professione è un momento delicato, poichè una persona con poca esperienza si sente spesso inadeguata e con pochi strumenti: come scuola di specialità supportiamo da subito gli allievi nello sperimentarsi, offrendo una formazione esperienziale appunto, in cui possano cimentarsi durante i seminari nella conduzione di colloqui tra pari, sotto la supervisione del docente. Questo è un sostengo ad identificarsi con la funzione di terapeuta e di allenarsi a condurre delle sedute in un contesto protetto.
Tuttavia in questo contesto storico e sociale desideriamo fare di più: offrire un sostegno concreto per avviare la propria attività lavorativa e questo progetto, così come formulato, consente di potersi sperimentare con pazienti “veri” offrendo un servizio il cui costo basso mette a proprio agio anche il professionista che sta iniziando.
C’è un altro elemento: riteniamo che il valore della terapia non è stabilito solo dal professionista ma è concordato da entrambi.
Il denaro è un modo di scambiare (energia, nutrimento), è il modo in cui il paziente si prende cura del terapeuta e lo ringrazia. Il professionista stabilisce un prezzo e quando il paziente inizia un percorso accetta il prezzo e ne riconosce il valore.
Ma può avvenire anche il contrario: il paziente può fissare un valore in base alle sue capacità e può diventare parte di un dialogo ricontrattare il prezzo del professionista.
Il percorso dev’essere sostenibile per il paziente e per il professionista e la ricerca di un “buon prezzo” è parte integrante della loro relazione .
Per questo il prezzo fissato in Assaggi è molto basso all’inizio e si propongono quattro incontri a 80€: questo da modo al paziente di assaggiare un percorso che se gli piacerà si svilupperà secondo altri prezzi, ma allora il paziente sarà in grado di apprezzare il lavoro e sarà maggiormente disponibile a pagare.
In questo senso infatti, siamo contrari alla gratuità della prestazione professionale, perchè è importante che il terapeuta sia nutrito e che il paziente faccia uno sforzo sostenibile e si prenda cura del terapeuta.
Un progetto di avviamento al lavoro
Dati tutti i presupposti esposti finora il progetto è sviluppato affinché i professionisti possano alternarsi nel tempo, per questo è rivolto esclusivamente ad allievi dal secondo al quarto anno di specializzazione, per cui la supervisione sarà garantita e obbligatoria all’interno dei seminari di formazione. Come già scritto, desideriamo sostenere i professionisti nell’avviamento al lavoro, in un contesto in cui si sentano collegati e in cui sia possibile un confronto tra pari e con i didatti.
Crediamo sia una responsabilità delle scuole di specializzazione interrogarsi e ingaggiarsi nel sostenere i professionisti ad avviare la loro carriera lavorativa , poichè la formazione che offrono è di tipo professionalizzante ed è dunque finalizzata al lavoro. Benché stiamo assistendo ad un cambiamento di tendenza, in generale gli psicologi che si iscrivono ad una scuola di specialità sono per la maggior parte giovani che hanno appena concluso il percorso universitario e che ritengono indispensabile e necessaria la specialità per poter lavorare, denunciando dunque un’assenza di strumenti e di formazione specifica durante il percorso universitario.
Dunque, in quanto scuola di formazione riteniamo di dover fornire gli strumenti per lavorare e preoccuparci che la formazione sia sufficientemente adeguata da consentire agli allievi di iniziare a lavorare.
L’investimento economico, di tempo e di energie degli studenti è tale che sentiamo la responsabilità di accertarci che abbia una ricaduta in termini di lavoro.
Per questo abbiamo sentito la necessità di promuovere questa iniziativa, nata da uno scambio tra docenti e allievi.
La co-costruzione e il processo di autonomia
Il progetto nasce da uno scambio di idee tra alcuni docenti ed alcuni allievi della psicoterapia.
È stato messo a punto e formalizzato in particolare da due specializzandi, Giovanna Ceria e Francesco Gangeri, che per un anno hanno condotto il progetto in autonomia. Con lo staff didattico della scuola è stato deciso di estenderlo anche ad altri allievi e di far diventare Assaggi a tutti gli effetti un progetto della Scuola.
Da questo punto di vista, il progetto è interamente organizzato e coordinato dal gruppo di allievi che hanno aderito e la Scuola ha messo a disposizione gli spazi per gli incontri, le piattaforme web per la divulgazione, momenti di raccordo con il gruppo e lo staff e garantisce la supervisione all’interno dei seminari di formazione.
I l progetto è in continua crescita e trasformazione, in un costante confronto ed incontro tra lo staff didattico e gli allievi che aderiscono all’iniziativa: la volontà è quella di costruire delle buone prassi che supportino il lavoro dei professionisti e che caratterizzino in maniera sempre più specifica il progetto “assaggi” in modo riconosciuto e connotato.
Non abbiamo tuttavia l’aspettata di arrivare ad una forma definitiva, ma pensiamo che per sostenere la vitalità del progetto (e più in generale di ogni progettualità), questo dovrà confrontarsi continuamente con lo sfondo che cambia, sia rispetto le richieste e le necessità ambientali (sociali), sia rispetto gli studenti che si alterneranno nel progetto.
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Il progetto raccontato da Irene Tria, didatta e supervisora del gruppo e Giovanna Ceria, fondatrice del progetto, didatta e supervisora










