SESSUALITÀ E TERAPIA DI COPPIA

Da una decina di anni stiamo sviluppando temi legati alla sessualità: dapprima attraverso un approfondimento sulle due forme di energia che contraddistinguono gli esseri viventi, l’aggressività e la sessualità, da cui sono partiti anche i fondatori della gestalt e di come queste due possano divenire generatrici di crescita quando interagiscono l’una al servizio dell’altra; poi attraverso un approfondimento sulle relazioni di potere, lo sviluppo della co-conduzione anche in ambito clinico per favorire una maggiore circolarità delle dinamiche relazionali e una maggiore reciprocità.
Da queste visioni è nato negli ultimi anni, il Centro di Sessuologia della Gestalt, oltre che il manuale di sessuologia

APPROFONDISCI SUL NOSTRO BLOG

Due segni neri a forma di
7 marzo 2022
Le rivoluzioni sessuali hanno cercato di “liberare" la sessualità dai controlli delle chiese, degli stati, delle famiglie, delle culture dominanti. Rendere cioè la sessualità un fenomeno relazionale libera di autoregolarsi all’interno di una relazione paritaria finalizzata al piacere, alla soddisfazione e alla cura reciproca. Abbiamo visto che questo obiettivo non è stato ancora raggiunto, neanche nei paesi a cultura eurocentrica, ma la direzione è condivisa, almeno a livello teorico, da fette di popolazione sempre più ampie. Quello che però non si è ancora fatto è “metaforizzare” i genitali. Considerare cioè i genitali non più solo come organi copulatori, da utilizzare solo nel momento che si decide di avere un rapporto genitale, ma come centro organismico di una spinta verso il mondo, verso la vita, basata sul piacere, la soddisfazione e la cura reciproca. Questa metaforizzazione in realtà esiste già, ma solo per i testicoli dell’uomo che nella cultura patriarcale sono diventati simbolo di coraggio, forza e determinazione. “Tirare fuori le palle”; “Ha le palle di ferro”; “Non ha le palle”, sono tipiche espressioni per indicare coraggio, forza e codardia. Ma in queste metafore non esiste il piacere, non esiste la soddisfazione e non esiste la cura. Le palle dell’uomo diventano simbolo di dominanza. Sulla donna in primis, ma anche di un uomo su un’altro uomo che non soddisfi i criteri di coraggio, forza e dominanza del patriarcato. La sessualità vuole l’unione, il piacere, la cura reciproca, la creatività. Richiede una competenza ancora inconsueta: imparare a radicarsi nei genitali, trovare in questo contatto intracorporeo il sostegno per portare/cercare nel mondo unione, piacere e cura. La bioenergetica ci ha insegnato il radicamento attraverso i piedi, metafora delle radici che ci collegano alla terra. Il cuore è il centro dell'amore. I denti sostengono la masticazione critica di concetti ed esperienze (Perls, 1942). E così via per moltissimi organi, eccetto per l'apparato sessuale che viene metaforizzato solo per esprimere la dominanza maschile della cultura patriarcale ("Mi hai rotto i .. Sei una testa di .. " ecc.). Respirare nei propri genitali, imparare a sentirli, ad appoggiarsi ad essi all’interno di una cultura di rispetto, cura e piacere reciproco è la prossima tappa della rivoluzione sessuale. Nelle scuole vuol dire promuovere esperienze attraverso cui bambini e bambine imparino a conoscersi e non vergognarsi dei genitali, a tenerli nascosti o, al contrario, esibirli per provocare o disprezzare l’altr*. Vuol dire iniziare a nominarli e invitare i bambini a descrivere come sono fatti, toccandosi. Questo non vuol dire invitarli a masturbarsi in classe, è proprio questa l’ignoranza che dobbiamo superare: quella di identificare gli organi genitali esclusivamente con la funzione della masturbazione o copulazione, in una visione in cui la sessualità è appiattita alla scarica genitale ed è scollegata dalle relazioni.
Volantino dell'evento con la scritta
Autore: Barbara Bellini 26 giugno 2020
A cura di Barbara Bellini Nonostante tentativi fatti negli anni 60 e 70, la coppia e la famiglia rappresentano ancora l’ossatura della maggior parte delle società attuali in tutto il mondo. La sessualità è il fuoco che inizia ed alimenta la coppia , la responsabilità è l’elemento strutturale che fa diventare la coppia uno dei pilastri delle società in tutte le epoche. L’inserire in forma stabile il partner nella nostra vita di individuo, il tener conto di lui/lei nell’operare scelte e sviluppare progetti, accettare la sua importanza per poter vivere il bisogno di paternità/maternità, porta a potenziare la capacità di assumermi responsabilità : sia nella sua eccezione di abilità di dare risposte ( respons – abilty ) alle opportunità e difficoltà che incontriamo nel vivere sociale, che nell’accezione di abilità di caricarci di pesi ( res – pondus – ability ). La maggior parte delle coppie che iniziano un percorso di terapia o di counseling lo fanno per ragioni diverse legate a due ordini di questione: sofferenza legata alla sessualità o legata alla responsabilità . Nella prima rientra la mancanza di desiderio sessuale, varie insoddisfazioni legate a disturbi della sessualità (eiaculazione precoce, impotenza orgasmica e/o erettile, vaginismo etc.), sessualità vissuta al di fuori della coppia, ecc. Nella seconda rientrano situazioni conflittuali quali: il partner non guadagna abbastanza, non è presente nella cura dei figli, dedica troppo tempo ai suoi interessi, manca una progettualità di coppia, etc. Il binomio sessualità/responsabilità ci riporta ad un altro rapporto presente nelle nostre vite: piacere/dolore . Sono due orientamenti entrambi presenti, ma talvolta le coppie tendono a privilegiarne uno a scapito dell’altro. Quanto piacere c’è nella nostra coppia? Quanto ci lasciamo guidare nelle nostre scelte dal piacere e dal godimento? Quanto invece dalla sofferenza? La sofferenza può prendere la forma della fatica della quotidianità, dall’impossibilità o incapacità di ritagliarsi del tempo per sé o per la coppia, o del conflitto, quando cioè sono in primo piano le differenze. Entrambi gli orientamenti hanno valore, il problema nasce quando piacere e fatica si separano piuttosto che sostenersi a vicenda. Tra sessualità e responsabilità esiste un rapporto che può essere di sostegno reciproco o altamente conflittuale . Quando la sessualità sostiene la responsabilità è più facile trovare risposte, gestire la complessità e problematicità delle situazioni, farsi carico della fatica. La sessualità è un motore che alimenta la cura all’interno della coppia e uno sguardo più aperto verso il partner nella sua diversità. Anche la responsabilità sostiene la sessualità impedendo alla coppia di appiattirsi su equilibri stantii e sulle certezze acquisite. La capacità di coinvolgersi in progetti nuovi porta la coppia ad aprirsi all’ambiente, a nutrirsi di altri stimoli, guardarsi con occhi nuovi – gli occhi delle persone con cui si entra in contatto.
Locandina dell'evento per la conferenza di Mariano Pizzimenti sui disturbi sessuali, venerdì 10 luglio 2020, dalle 17:30 alle 19:30, con ritratto del relatore.
Autore: Scuola Psicoterapia Gestalt 26 giugno 2020
A cura di Barbara Bellini Nella nostra cultura siamo confluenti con un'ottica individualista della sessualità per cui il fine della pulsione è la scarica genitale. Questa ottica spesso trasforma le relazioni in rapporti oggettuali, dove l'altro (spesso la donna) diventa un oggetto da possedere e che soddisfa le mie pulsioni. In casi estremi parliamo di comportamenti delinquenziali di sopraffazione. Se partiamo da un'ottica di campo, la sessualità è una forza che non solo porta al soddisfacimento di un istinto e al godimento personale, ma sostiene il sé spingendo gli individui a realizzare le possibilità presenti nel campo . È una visione ecologica per cui, in negativo, se danneggio l'ambiente, pagherò un costo personale in quanto la cellula più piccola e indivisibile è proprio organismo/ambiente. Chi cresce non è soltanto l'individuo, ma il campo nel suo insieme, che tende a completarsi attraverso un nuovo equilibrio. La carica sessuale sostiene l'essere umano quando ha bisogno di creare nuove forme. L'organismo può crescere in funzione delle potenzialità del campo. La crescita non è lo sviluppo della pulsione individuale, ma l'effetto di una chiamata del campo, ovvero è il " Sé in funzione ". Quando il Sé è carico di eros, il campo nel suo disequilibrio presenta potenzialità di cambiamento, è pregno di una tensione che spinge verso nuove possibili configurazioni. Nel mito greco è Eros colui che scaglia le frecce illuminando gli uomini sui possibili collegamenti necessari a dare senso alla loro vita nel mondo. Eros è figlio di Penia (mancanza, povertà) e di Poros (risorse, espedienti), ha in sé la forza del desiderio che arriva dalla fame e dalla mancanza, ma anche la potenza di chi ce la può fare a raggiungere traguardi impensabili, al limite della follia. È la forza che arriva dall'unione della passione (dunque il patimento) con la de-terminazione, la forza che sostiene il protagonista di Matrix ad andare oltre i limiti della sua mente fino a riuscire a saltare da un palazzo all'altro o Gesù Cristo a camminare sulle acque. Eros unisce stati e materie diverse, al punto che Cristo diventa tutt'uno con l'acqua e in virtù di questo non affonda, e Neo può raggiungere il luogo dove si proietta ed essere già lì perché il collegamento è più forte dei limiti spaziali e temporali (tale conquista, nel film di Matrix, rappresenta l'esito di un lungo travaglio interiore in cui il protagonista affronta e supera le sue paure più profonde). Eros è un richiamo verso la bellezza, interrompe il nostro correre e.. ci ferma. Per Sartre la sessualità è un fenomeno di "tra-scendenza", ovvero creazione di possibilità di tras-formazione, "tensione" verso una "situazione" in cui gli individui si possano "unire" per creare e poter realizzare obiettivi e progetti di vita dopo i quali non saranno più le persone di prima. La sessualità è molto lontano, scrive il filosofo, dall'essere "carne", né tantomeno appropriazione dell'altro. Eros crea nuove situazioni attraverso nuovi collegamenti. Come ci ricorda Galimberti, una delle etimologie della parola "sessualità" vuole che "sexum" derivi proprio da "nexum", ovvero nesso, collegamento . La terapia della Gestalt sostiene che la funzione del Sé è "collegare". Il Sé sessuale inizia ad operare quando emergono alla nostra consapevolezza quei collegamenti tracciati dai sensi e non dalla mente logica, come quando una persona "normale" diventa ai nostri occhi improvvisamente bella e ci scopriamo innamorati.

APPROFONDISCI SULLA NOSTRA RIVISTA ONLINE